Vi chiedo di fare rumore
Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne
Oggi vi chiedo di fare rumore,
per tutte quelle voci
che non possono più gridare.
Per i nomi scritti sui giornali
che ieri erano sorrisi,
sogni,
progetti per il futuro.
Vi chiedo di fare rumore
perché il silenzio è complice,
perché "erano fatti loro"
ha ucciso quanto le mani
che stringevano troppo forte.
Fate rumore
per ogni donna che ha avuto paura
di tornare a casa,
per ogni ragazza che ha cambiato strada
sentendo passi dietro di sé,
per ogni bambina
che ha imparato troppo presto
che il mostro non sta sotto il letto.
Non chiamatelo amore malato,
non chiamatelo raptus,
non chiamatelo gelosia.
Chiamatelo con il suo nome:
violenza.
Possesso.
Morte.
E non dite "se n'è andata"
come se fosse stata una scelta,
come se un giorno
si fosse alzata e avesse deciso
di smettere di esistere.
Dite la verità:
l'hanno uccisa.
Fate rumore
finché le leggi non cambieranno,
finché "ma come era vestita?"
non sarà una domanda impensabile,
finché ogni donna potrà camminare
senza stringere le chiavi tra le dita
come un'arma di difesa.
Fate rumore
per Giulia, per Sara, per Anna,
per tutti i nomi che conosciamo
e per quelli che non faranno mai notizia.
Per le madri, le sorelle, le figlie,
per ogni donna che è stata
e per ogni donna che sarà.
Oggi vi chiedo di fare rumore,
un rumore così forte
che arrivi fino al cielo,
dove loro adesso riposano.
Che sappiano che non le abbiamo dimenticate,
che il loro nome
è diventato il nostro grido.
Fate rumore.
Non smettete mai
di fare rumore.